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Lo scandalo delle
associazioni di multinazionali
ERT, EuropaBio, CEFIC, WBCSD, Intellectual Property Committee,
Keep American Beautiful, Producers Responsability Group, Business
Round Table.
A dispetto dei nomi che talvolta le fanno sembrare associazioni
ambientaliste o a favore dei lavoratori (Europabio, Keep american
beautiful, Producers responsability group), sono in realta'
associazioni di multinazionali create all' unico scopo di
difendere i propri interessi, in particolare facendo pressioni
sul mondo politico.
ERT: associazione europea creata per
rappresentare gli interessi delle multinazionali presso le
istituzioni europee (Europe Inc., 2000, pag. 103).
EuropaBio: associazione che raggruppa
le industrie con interessi nel settore delle biotecnologie,
il cui scopo è di intervenire a tutti i livelli per
legittimarne l'impiego (Europe Inc., 2000, pag. 80).
CEFIC: associazione creata dalle multinazionali
chimiche per indurre i centri politici a scelte moderate rispetto
agli inquinanti (Europe Inc., 2000, pag 162).
WBCSD: associazione creata dalle multinazionali
per promuovere una falsa idea di sviluppo sostenibile affinché
nell'opinione pubblica si radichi l'idea che l'ambiente si
difende facendo crescere la produzione (Europe Inc., 2000,
pag. 151).
Intellectual Property Committee: organizzazione
che raggruppa le 13 multinazionali più grandi degli
Stati Uniti, istituita con lo scopo di difendere in tutte
le sedi internazionali i diritti di proprietà delle
invenzioni derivanti dalle ricerche scientifiche (Europe Inc.,
2000, p. 129).
Keep American Beautiful: associazione
americana creata dalle industrie di imbottigliamento con lo
scopo di non far passare alcuna legge contro i contenitori
usa e getta (EC 60/99).
Producers Responsability Group: organizzazione
degli industriali molto criticata dalle associazioni ambientaliste
perché sostiene la costruzione degli inceneritori,
un metodo di smaltimento dei rifiuti che può produrre
diossina (EC 54/98).
Business Round Table: associazione
americana che ha lo scopo di fare pressione sul potere politico
affinché compia scelte economiche favorevoli alle grandi
imprese (Equonomia, marzo 98).
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