Da "Il Cittadino" del 6 giugno 2003

Un altro modo di festeggiare la Repubblica
Il Gan (Gruppo azione nonviolenta) della Rete di Lilliput - nodo di Lodi - ha condiviso l'appello dell'Associazione obiettori nonviolenti al presidente Ciampi per invitarlo a sospendere la parata militare del 2 giugno poiché ritiene:
a) inopportuno che una nazione ostenti la sua forza armata facendo sfilare gli uomini in divisa;
b) mortificante per tutti gli altri cittadini che nel loro quotidiano, pur non abbracciando un fucile, lavorano per la crescita della Repubblica;
c) svilente sfilare oggi con armi per le strade cittadine per avvallare la "guerra preventiva". Questo concetto di guerra ci porta a credere che l'idea dominante per i paesi ricchi e opulenti è la strenua difesa del loro attuale livello di vita;
d) improponibile l'aumento delle spese militari a scapito di quelle sociali.
Con queste convinzioni ci uniamo alle migliaia di persone che il primo giugno si sono ritrovate a Verona per la giornata della bandiera della pace.
Ancora oggi, tre milioni di bandiere alle finestre di tutta Italia rendono visibile la volontà di pace di milioni di cittadini. Proposito che passa attraverso l'impegno concreto nell'ambito dei diritti umani, dell'ambiente, dell'educazione alla pace, della nonviolenza e disarmo, degli stili di vita e consumo critico, dell'informazione e azione politica.
Crediamo che la bandiera della pace debba affiancare a pieno titolo quella italiana, quella europea e quella delle Nazioni Unite.
Lasciare esposte ai balconi le bandiere della pace è anche testimonianza di un modo nuovo di progettare il futuro; essere vicino a quanti su questa Terra soffrono "guarendo il loro e il nostro male, che è la noncuranza, non contagiati da quel veleno che è il pensare solamente a se stessi" (G. Mazzillo).
Invitiamo quanti hanno ancora esposto le bandiere della pace a non ripiegarle, proprio per ricordarci, e ricordare a tutti, che ancora oggi numerose guerre, più di trenta, condizionano pesantemente la qualità della vita delle popolazioni che le subiscono.
Gruppo azione nonviolenta di Lodi