Un viaggio del "Cittadino" tra i gruppi di volontariato che con la loro attività fanno onore al Lodigiano e al Sudmilano
Cooperativa Nord Sud: le due botteghe
Un commercio equo e solidale a Lodi e a Sant'Angelo Lodigiano

È possibile un tipo di commercio che non guardi solo al profitto?
La cooperativa Nord-Sud, attiva a Lodi dal 1989 sotto l'egida della Ctm (Cooperativa Terzo Mondo con sede a Verona), ha dimostrato nel concreto che è possibile abbinare commercio e solidarietà per ridare dignità alle persone del Terzo Mondo e rivalutare il loro lavoro su un piano di maggiore considerazione ed equità.
Sorta su proposta di don Domenico Arioli (allora coadiutore in San Lorenzo) e di un manipolo di altri "sognatori", l'iniziativa ha preso velocemente consistenza tanto che, dopo la prima bottega aperta a Lodi, nel novembre dello scorso anno se n'è aggiunta una seconda a Sant'Angelo Lodigiano. Ma non è finita qui.
Come ci informa l'attuale presidente, il ragioniere Carlo Scaglioni, non è escluso che a breve si riesca ad aprirne una terza, a dimostrazione che anche i conti economici incominciano a girare per il verso giusto.
"All'inizio - ricorda il presidente - ci siamo autofinanziati attraverso il capitale sociale e ricorrendo al credito bancario ora, dopo 12 anni, siamo in grado di operare prevalentemente con nostri mezzi finanziari".
Il boom degli acquisti equi e solidali, come dimostra l'andamento delle merci vendute nel corso degli anni, ha avuto una vera impennata negli ultimi tre anni passando dai 174 milioni di lire del 2000 ai 282 milioni registrati nel 2002, cifra a cui ha concorso per circa il dieci per cento anche la bottega di Sant'Angelo.
Il commercio equo e solidale piace sempre più, soprattutto fra le giovani generazioni, particolarmente sensibili versi i temi della solidarietà a livello mondiale.
Non è estranea a questo successo l'opera di intelligente divulgazione effettuata nelle varie scuole da molti insegnanti, catalogati fra i migliori clienti di queste originali botteghe che fanno della solidarietà e dell'ecologia un punto d'onore irrinunciabile.
È ancora nelle scuole che alcune volontarie della cooperativa orientano i loro maggiori sforzi, con incontri specifici sulle varie tematiche che investono il Terzo Mondo. La vendita è importante, quindi, ma lo è anche l'informazione, tesa a far capire alla gente che acquistando nelle botteghe del commercio equo e solidale non significa fare elemosina ma operare per la dignità del lavoro umano e contribuire a dare una risposta concreta al bisogno di solidarietà proveniente dai Paesi in via di sviluppo costruendo un'alternativa allo sfruttamento delle persone.
L'opera di sensibilizzazione è poi sviluppata anche nelle varie realtà parrocchiali ove, sempre i soci volontari, organizzano banchetti di vendita, mostre, seminari e corsi di perfezionamento, cercando anche di coinvolgere nei vari progetti altre realtà giovanili (Rete Lilliput, Banca Etica, ecc.) che hanno qualcosa da dire circa il commercio etico, il consumo responsabile e la finanza "umana".
Ma come è iniziata questa avventura?
"Per quanto mi riguarda - racconta il presidente Scaglioni - è stato il classico "scherzo da prete" a coinvolgermi, nel senso che, su invito di don Domenico, dovevo limitarmi a parlare sulle modalità di costituzione delle cooperative e sulle loro esigenze finanziarie. È finita che, invece, sono stato subito coinvolto nell'ingranaggio ove mi occupo degli aspetti generali lasciando al nostro tesoriere, ragionier Pezzini, la gestione finanziaria vera e propria".
"A dire la verità - conclude il signor Carlo - faccio tutto molto volentieri e sento come un dovere morale quello di aiutare le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Il fatto poi, che questo tipo di commercio si sia diffuso in tutta Italia dimostra che abbiamo imboccato la strada giusta".

Osvaldo Folli