REFERENDUM - 2
Un nuovo passo per un mondo possibile

La rete di Lilliput si impegna quotidianamente per il raggiungimento di un'economia di giustizia, ossia di una società basata sull'eguaglianza dei diritti e sullo sviluppo sostenibile cercando fino ad ora di limitare le ingiustizie esistenti, che sono la causa principale dei conflitti.
In questi ultimi anni la spinta verso un mercato globalizzato sta introducendo una sempre maggiore precarietà nel mondo del lavoro; le lavoratrici e i lavoratori diventano merce, con sempre meno diritti; la precarietà ha pesanti ripercussioni sia sulla vita quotidiana che sulla capacità di lottare per il futuro.
Nell'ottica di mettere al centro del dibattito politico la persona e i suoi diritti, si inserisce l'indicazione del Nodo di Lodi di partecipare, votando sì al referendum del 15/16 giugno per l'estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (cioè, il diritto a non essere licenziati senza giusta causa) a coloro che lavorano, con contratto a tempo indeterminato, nelle imprese con meno di 16 dipendenti; sono più di 3.500.000 persone, molte centinaia di migliaia solo in Lombardia.
Votare sì al referendum significa affermare che il portatore dei diritti è la persona nel suo essere soggetto sociale: non basta rivendicare un diritto, è necessario condividerlo e praticarlo.
Sappiamo che, con la vittoria dei sì, i benefici dell'estensione del diritto a non essere licenziati senza giusta causa riguarderebbero immediatamente solo una parte del mondo del lavoro, mentre ne rimarrebbero ancora esclusi tutti quei lavoratori che vedono il loro rapporto regolato solo da forme atipiche e precarie. Sappiamo anche che l'uso dello strumento referendario come mezzo per la modifica delle regole e delle tutele del lavoro non è forse il più adatto, tuttavia la vittoria del sì potrebbe dare forza all'introduzione di nuove regole e diritti per le forme di lavoro atipico e bloccare i processi di deregolamentazione dei rapporti di lavoro.
Pensiamo inoltre che il significato di questo referendum abbia un alto valore generale: ad una cultura che mercifica i rapporti di lavoro così come i beni comuni (si pensi alla provatizzazione dell'acqua, della sanità e dell'istruzione), che crea diseguaglianza e induce rifiuto per ogni forma di diversità, contrappone una cultura che mette le persone al centro del proprio interesse, una cultura fondata sulla partecipazione, sulla democrazia e la trasparenza delle scelte su un modello di società solidale.
Partecipare al referendum, scegliendo di votare sì, è uno dei passi concreti verso quell'altro mondo possibile, che tutti vogliamo: un mondo nel quale siano rispettati i diritti, la cittadinanza, la pace.
Rete di Lilliput
Nodo di Lodi