Da "Il Cittadino" del 07/03/2003
Una casa per gli stranieri e i bisognosi,
un patto per unire i gruppi di volontariato
Trovare un alloggio per i cosiddetti soggetti deboli, extracomunitari e senza fissa dimora, sta diventando il problema principale per tutte le associazioni di volontariato del territorio. Nel Lodigiano la carenza di abitazioni da destinare ai bisognosi sta diventando cronica. A parte pochi posti letto di prima e seconda accoglienza e qualche appartamento da affittare, sul territorio manca un punto di riferimento che consenta di trovare alloggio in tempi brevi. La casa, infatti, è il primo mezzo per consentire agli individui una certa stabilità e di conseguenza favorire l'integrazione. Al problema della sistemazione, si aggiunge poi il fatto che ultimamente molti immigrati giungono in Italia con tutta la famiglia al seguito, e quindi c'è l'impellente necessità di trovare anche appartamenti adeguati per contenere molte persone.
Per discutere del problema, mercoledì sera presso il teatrino dell'Informagiovani di via Gorini, si sono ritrovati alcuni rappresentanti delle società di volontariato del territorio. Presenti l'associazione Progetto Insieme con Carla Avanzini e Amelia Rasini, la Caritas con Paola Arghenini, Rete Lilliput di Lodi con Stefano Caserini, il Movimento contro la fame nel mondo con Maurizio Piacentini, Lodi per Mostar con Roberto Gualterotti, l'assessore alle pari opportunità Giuliana Cominetti , il consigliere comunale Piero Cavalli e il presidente della cooperativa Dar Casa Piero Basso. L'idea scaturita dalla tavola rotonda, sarebbe quella di dar vita a Lodi a una sorta di succursale della milanese "Dar Casa", una cooperativa che dal 1991 acquista e ristruttura stabili da affittare poi a costi molto contenuti ai soggetti bisognosi con regolare permesso di soggiorno e lavoro stabile. Il progetto, a cui tutti i partecipanti si sono detti favorevoli, consentirebbe quindi di unire le varie forze del territorio con la presentazione di un piano da sottoporre poi all'assessore al demanio. "Lodi da una parte è una città abbastanza chiusa -ha spiegato l'assessore Cominetti -, ma ci sono anche moltissime associazioni di volontariato.
Trovare persone sensibili al problema non credo quindi che sarà difficile". Attualmente sul territorio la gestione dell'accoglienza è affidata all'associazione Progetto Insieme, che può contare su un centro di prima accoglienza in via Defendente dotato di 8 posti letto e docce e di una sistemazione di seconda accoglienza, solo per uomini, in via Gorini, affittabile però soltanto a coloro che abbiano già un lavoro. "Quotidianamente al centro d'ascolto della Caritas - ha spiegato Paola Arghenini - incontriamo persone il cui problema principale è quello di avere una casa. I senza fissa dimora hanno difficoltà per mancanza di reddito fisso e perché spesso sono incorsi nella cancellazione anagrafica. Per gli stranieri il discorso è invece ancora legato spesso alla discrimnazione. In un anno abbiamo incontrato 805 stranieri, di cui ben 303 lamentavano il problema della mancanza di un'abitazione".