Da "Il Cittadino" 27 marzo 2003
Digiuno contro la guerra
I morti di guerra, a terra esanimi, abbandonati dall'umanità tutta, ci implorano, quasi ci ordinano, di imporre la forza della ragione, del diritto, del confronto, del negoziato alla ragione della forza.
La tragica testimonianza delle vittime ci ricordano che viviamo, operiamo, siamo parte di:
- una società violenta e ingiusta, perché esaspera la competizione economica, il brutale sfruttamento dei deboli, il disprezzo dei valori etici, l'insensato sfruttamento delle risorse del pianeta;
- un sistema dove le spese militari (le guerre in atto lo testimoniano) occupano le risorse più importanti del pianeta;
- un mondo dove l'83% della popolazione mondiale vive sotto il livello della povertà (per ogni persona benestante, tra cui noi, ci sono 73 persone povere);
- un sistema che inquina e distrugge le risorse della natura per mantenere alto il tenore di vita del 17% della popolazione mondiale, tra cui noi (se tutti vivessero con il nostro tenore di vita occorrerebbero 3,5 Terre);
- una società che soffre di una profonda ingiustizia strutturale che ci può rendere violenti.
Abbiamo forse perso la ragione?
È così grave quello che sta accadendo nel Mondo che continueremo a dire No alla guerra in nome delle vittime. Continueremo a dire il nostro No con "le pratiche della non violenza attiva, della testimonianza del digiuno, della preghiera, della disobbedienza civile e sociale, della resistenza e dell'antagonismo sociale".
Per questo il digiuno prolungato a staffetta proposto dal Nodo di Lodi della Rete di Lilliput iniziato il 22 marzo da Ercole a cui è subentrato Paolo dal 26 marzo continua. Nel frattempo crescono le adesioni al digiuno giornaliero, le prime da Piero, Anna, Valerio, Carlo, Daniela, Luigi, Giusy, Elisabetta, Luca, Martina e Andrea. Invitiamo tutti a partecipare a questa azione nonviolenta contro la guerra: chi intende praticarla si metta in contatto con il Gruppo Azione Nonviolenta della rete di Lilliput (Lele telefono 0371.51102) o con la "Tenda della pace" in piazza a Lodi.
Carlo Cavalli
a nome di Rete di Lilliput - nodo di Lodi