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da CLAP Lodi

Grande successo e partecipazione oggi 29/1/2008 per il presidio davanti alla Regione Lombardia per chiedere l'ammissibilità del Referendum acqua.
Presenti ben 70 sindaci, molti dei quali muniti di gonfaloni, in rappresentanza dei 132 comuni referendari.
Presenti i Comitati locali e provinciali che da anni si battono a difesa dell'acqua pubblica in Lombardia.
Il paradosso è che la seduta del Consiglio Regionale era stata nel frattempo "sconvocata" da parte della maggioranza, in evidente difficoltà.
In mattinata c'è stato un incontro tra la delegazione dei sindaci e l'assessore Buscemi, il quale ha affermato la volontà di modificare la legge regionale 18/2006 (la giunta ha votato a dicembre un PDL, ora all'esame della Commissione Ambiente), per poi non passare dal Referendum.
I Sindaci hanno ribadito che è invece indispensabile (poichè previsto dallo Statuto e dalla legge regionale sui referendum abrogativi) dichiarare prima l'ammissibilità del Referendum stesso.
Per questo dobbiamo tenere alta la questione: in Lombardia la battaglia a difesa dell'acqua pubblica è solo all'inizio!

Vi riporto qui sotto un breve articolo pubblicato pochi minuti fa su Carta quotidiano (www.carta.org) .
Saluti fraterni.

Roberto Fumagalli
Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua

Acqua

La Regione Lombardia in brutte acque

Carta quotidiano

Duecento persone, settanta sindaci e i rappresentanti di tutti i partiti del centrosinistra della Regione Lombardia hanno partecipato questa mattina al presidio contro la legge regionale che obbliga i comuni a privatizzare l'acqua. Lo hanno organizzato a Milano i Comitati a difesa dell'acqua pubblica, sostenitori del referendum abrogativo di alcuni articoli della legge regionale 18/06. Oggi il consiglio avrebbe dovuto votare sull'ammissibilità del referendum richiesto da 132 consigli comunali [più del doppio di quelli necessari], ma il presidente del consiglio regionale, senza coinvolgere i capigruppi, ieri ha spostato senza data la riunione. La legge obbliga gli Ato che gestiscono i servizi idrici a mettere a gara l'affidamento, cioè a privatizzare. Il sogno di Roberto Formigoni - che sull'acqua teme di perdere la faccia sul piano nazionale - resta un'unica multiutility regionale per gestire i servizi di gas, energia, rifiuti e acqua [in Lombardia esiste già la più grande impresa l'A2A, cui sono affidati servizi pubblici]. La giunta regionale, intanto, ha annunciato che proporrà alcune modifiche alla legge, «che di fatto non cambiano la sostanza del provvedimento, vogliono dimostrare che il referendum non serve. La scelta del consiglio regionale di ieri calpesta la democrazia,i sindaci valuteranno se agire per omissione di atti d'ufficio» dice Roberto Fumagalli del movimento per l'acqua.