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domenica,
settembre 14, 2003
Ore
17.55 Ufficialmente conclusa la ministeriale
Il direttore generale del WTO ha tenuto il discorso finale Supachai ha affermato che l'agenda dello sviluppo è molto complessa, per cui a Cancun ci sono stati solo alcuni progressi. Dopo questa ministeriale si torna a Ginevra per continuare a parlare. Poi ha passato la parola a Derbez, presidente della Conferenza, che ha dichiarato ufficialmente chiusa la quinta ministeriale del WTO. Dopo Seattle, la storia si ripete.
Derbéz
la prende a ridere
...e
se ride lui
Quando arriva
al punto tre della dichiarazione finale anche Derbéz, il presidente
messicano della conferenza di Cancun, si mette a ridere. La prossima
ministeriale sarà a Hong Kong, dovrebbe essere nel 2005. Ma il Wto ce la
farà ad arrivare fino ad Hong Kong?
Nel frattempo
Supachai non scende in sala stampa. Atteso a questo punto il grande
sconfittto di Cancun, Pascal Lamy. Chi lo sa cosa avrà detto il consiglio
europeo a questo punto al troppo ambizioso commissrio europeo al commercio
che compromette seriamente la sua elezione a presidente della Commissione
nel 2004.
Siamo
emozionati, felici, stanchi e ancora sotto stress. Grazie a tutti voi per
seguirci attimo dopo attimo.
[la redazione del blog]
postato da wto2003 | 17:48
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(7)
Parte
la vendetta USA
Inquietanti le parole di Zoellick, ministro al commercio statunitense "Ho preso nota dei paesi che hanno giocato un ruolo costruttivo a Cancun e delle nazioni che non lo hanno giocato."
Il
Wto sfuma Zoellick
Le immagini della conferenza stampa interrotte improvvisamente Nel corso dell conferenza stampa scompare lentamente l'immagine sui monitor in sala stampa e parte una allegra musichetta messicana. Poco prima un giornalista africano aveva chiesto di fare una domanda in francese, ma Zoellick ha glissato dicendo che non parlava francese. Ultimi fuochi a Cancun, mentre parte la cerimonia di chiusura preceduta da uno stanco Derbéz.
postato da cancun2003 | 17:39
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(1)
Le
impressioni dalla sala stampa
Un po' di sensazioni a caldo dopo la vittoria Incredibile, improvvisamente cambia tutto. Sembrava che dovesse passare un accordo negativo per i paesi in via di sviluppo e la società civile, invece ecco la sorpresa. Tutto fallisce e si chiude la conferenza! Nel trambusto generale, tra giornalisti che corrono ad intervistare i delegati dei paesi ACP, le hostess che continuano ad offrire le carte telefoniche e musichette che ogni tanto escono dalle casse sparse in sala stampa, esplode la gioia irrefrenabile delle Ong. Ora la situazione si è un po' calmata. Si attende la chiusura formale della conferenza.
Aspettando
Supachai...
e la chiusura
ufficiale del vertice
Si attende la
conferenza del direttore generale del Wto che dichiara il vertice chiuso.
Due fallimenti in quattro anni. E' chiaro che le regole del gioco dovranno
cambiare se la baracca deve andare avanti. Il fallimento di Cancun offre
una grande opportuità per riequilibrare il sistema multilaterale
economico e commerciale.
postato da cancun2003 | 17:29
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(1)
Arriva
la dichiarazione finale di Cancun. Soltanto 21 righe che mascherano il
naufragio del Wto nel bellissimo mare di Cancun.
"We
have indeed made considerable progress." Si dice, quasi con ironia.
Incontro
del General Council il 15 dicembre a Ginevra per capire che fare. Sembra
impossibile a questo punto che l'agenda di Doha si chiuda in tempo, come
previsto entro il 1 gennaio 2005. "Nonostante il fallimento, noi
riaffermiamo tutte le nostre dichiarazioni e decisioni di Doha e ci
riimpeganmo a lavorare per attuarle pienamente e fedelmente."
dicono i ministri.
La
Bulgaria non era contenta neanche di queste 21 righe. Poi ha ceduto e c'è
stato un applauso ironico che ha chiuso l'incontro dei capi-delegazione.
Fortissime critiche al direttore generale del Wto, Panitchpakdi Supachai,
che secondo molte delegazioni non è stato in grado di esercitare una
leadership.
postato da wto2003 | 17:07
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(6)
L'analisi
di Martin Koehler
Campagna
Questo mondo non è in vendita: grande successo
Dichiarazione di uno degli esponenti della Campagna a Cancun "A Seattle abbiamo vinto ed il movimento era in strada. Oggi questa vittoria conta ancora più perché il movimento era dentro ed ha sostenuto i più poveri nella rivolta. Oggi è finita la democrazia del terrore del Wto in cui il consenso era estorto con ricatti" dichiara Ugo Biggeri della Campagna Questo mondo non è in vendita.
W
Cancun, perchè la V Conferenza Ministeriale WTO è fallita
Per il WTO, dopo il primo stop di Seattle, si apre una crisi profonda Per Roberto Meregalli di Rete Lilliput "Inconciliabili le posizioni. USA ed UE non potranno più continuare a stabilire da sole le regole del commercio internazionale. Il Doha Round subisce un colpo da ko. Per il WTO, dopo il primo stop di Seattle, si apre una crisi profonda."
Conferenza
stampa del G21, ora G22
Celso Amorim, ministro del commercio brasiliano, si presenta in conferenza stampa accompagnato da alcuni applausi Ribadisce che il G22 ha guadagnato qualcosa anche se il vertice è fallito: l'unità del G21, diventato G22 per l'adesione dell'Indonesia, ha retto e continuerà ad essere un gruppo politico, non ideologico che vuole risolvere i problemi. Il Brasile è disposto a parlare di agricoltura a Ginevra perché comunque "i negoziati non si fermano mai". Money
can’t buy you love!
I
retroscena dello storico fallimento di Cancun
Perchè tra poco il direttore generale del WTO dichiarerà chiusa con un nulla di fatto la conferenza Sudafrica, Brasile ed India sarebbero stati anche disposti a fare un compromesso su alcuni dei nuovi temi. Lamy ha chiesto un solo tema, la facilitazione al commercio, mente gli Usa avevano una posizione di indifferenza in proposito. Ma la Malesia ha guidato la fronda interna ed ha detto 'no' portandosi dietro tutti i paesi Africa-Caraibi-Pacifico. A questo punto Derbéz, mentre la Ue ammetteva che avrebbe mollato sui nuovi temi pur di trovare un compromesso, ha suggerito di passare all'agricoltura ma Giappone e Corea, che pretendevano i nuovi temi, hanno detto che loro non accettavano alcun compromesso sull'agricoltura ed era meglio non discutere affatto. E quindi Derbéz ha dichiarato il vertice fallito ed è andato a scrivere due pagine di circostanza che tra poco saranno lette. Lamy ha lasciato la stanza furioso per andar subito al consiglio europeo. Sa che adesso dovrà pagare le conseguenza di questo fallimento.
Comunicato
stampa ULTIM'ORA: Fallisce il Wto a Cancun!!!
L’arroganza del nord e del grande business si deve fermare di fronte alla sacrosanta rivolta del sud. Si apre una nuova era del multilateralismo La Campagna "Questo mondo non è in vendita" dichiara una vittoria storica di fronte al fallimento della quinta conferenza ministeriale del Wto a Cancun. La Campagna si sente vicina alle istanze di tutti quei paesi del sud del mondo, grandi e piccoli, che per la prima volta nella storia hanno trovato il coraggio di coalizzarsi contro l’arroganza dell’Unione europea e degli Stati Uniti. Questo fallimento dimostra che il sistema Wto non regge più e quella lanciata a Doha non è un’agenda di sviluppo. Sono stati proprio i più poveri dell’Africa a trovare il coraggio di dire no all'inganno. E’ qualcosa di più di una nuova Seattle. Il New York Times aveva ragione il 15 febbraio: esistono due super potenze al mondo, gli Usa e la società civile globale. L’alleanza delle Ong con il nuovo nuovo soggetto politico del Sud del mondo ha permesso di sconfiggere l’arroganza e l’egoismo dei paesi ricchi. E’ un passaggio storico per il multilateralismo. Si apre uno spazio politico unico nella storia per la creazione di un mondo multipolare che risolva in pace i drammi dell’umanità e finalmente il dramma dell’ingiustizia e della povertà. Il principale responsabile del fallimento del vertice è il cocciuto Pascal Lamy ed il vice-ministro Urso che guidava il consiglio europeo. Di fronte una tale debacle, sarebbe meglio che il commissario si dimettesse immediatamente ha affermato la "Campagna Questo mondo non è in vendita."
Friends of the Earth:
è fallito tutto
I paesi in via di
sviluppo contro gli interessi del big business del nord del mondo
Il
portavoce di Fischler dichiara che è fallita la green room sui new issues
Stanno
cercando di riportare i paesi africani alla ragione, ma pare che oramai
sia tutto finito
Le
prime dichiarazioni a caldo
Le
parole del ministro del Kenia
Il ministro del Kenia ha dichiarato: “Ci siamo presentati nella sala verde dicendo no ai nuovi temi, Lamy ne ha offerto solo una parte. Noi abbiamo detto che non è possibile. A questo punto loro hanno detto che andavano avanti lo stesso. Noi abbiamo chiesto che si rientrasse nella sala verde a discutere dalle nostre priorità. Allora Usa ed Ue hanno detto andatevene”. La hall del centro congressi è piena di delegati africani circondati da nuvoli di giornalisti.
Altri
aggiornamenti
I
coreani cacciano i ministri italiani che volevano omaggiare il delegato
suicida
Mentre il
vice-ministro Urso ed il Ministro Alemanno vengono cacciati dai coreani
perché volevano omaggiare il delegato suicida senza il loro permesso, il
vertice del Wto viene dichiarato fallito dai paesi africani che
abbandonano la green room con Usa ed Ue.
Gli aggiornamenti! Grande soddisfazione da parte dei paesi ACP Il
keniota è uscito dalla green room e quindi ha detto basta non se ne fa più
niente, i paesi ACP hanno iniziato ad applaudire e qualcuno degli africani
anche a cantare fuori dalla green room. Conferma dell’indonesiana che sta
prendendo un caffè con calma.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office"
/> Un'altra Seattle! Clamorosa
vittoria dei paesi del sud del mondo e della società civile
postato da cancun2003 | 14:56
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(3)
Il
dissenso cresce in tutte le parti del mondo
Grande coalizione di Ong indiane contro la bozza di dichiarazione L'Indian People's Campaign contro il WTO ha preso una posizione molto forte contro la bozza di dichiarazione finale del WTO. L'organizzazione, una grossa coalizione di Ong, sindacati ed attivisti, ritiene la bozza sbilanciata al 100 per cento a favore dei paesi del nord del mondo.
Dove
sta andando l’accordo sull’agricoltura
Le valutazioni di Crocevia e Campagna Questo mondo non è in vendita Una lettura sintetica dei cambiamenti sostanziali nell’accordo agricolo sull’agricoltura ed il Wto più in generale come figura nella bozza Derbéz a cura del Centro Internazionale Crocevia e della Campagna Questo mondo non è in vendita. 1. Si promuove il rafforzamento del modello agricolo orientate all’esportazione con dumping, cioè drammaticamente maggiore insicurezza alimentare. 2. Sul fronte dei sussidi interni, la mancata riduzione sarà addossata all'egoismo delle lobby agricole, invece è solo un problema di voto di scambio dell'agricoltura di rendita, davvero la peggiore. 3. Lamy si gioca tutto: scambiare agricoltura con investimenti dove la situazione non è rosea, ma è difficile a questo punto che il patto con gli americani regga. Non è un caso che il nodo è venuto al pettine e si rivede il mandato di Lamy. 4. Gli americani, che in realtà sono isolati ma controllano il messicano Derbéz direttamente da Washington, accusano l'Europa di essere isolata. Così ne esce rafforzato un Wto non democratico ed anche il bilateralismo, ancora peggiore di un multilateralismo ingiusto.
Sequestrato
alla Campagna il Corporate Giant
Nessun problema per gli attivisti Pochi minuti prima dell'ennesima azione della Campagna "Questo mondo non è in vendita", che prevedeva il gonfiaggio di un pupazzo alto 6 metri rappresentante l'arroganza delle multinazionali davanti al Convention Center, la polizia è intervenuta sequestrandolo. Nessun problema per i nostri attivisti della Rete internazionale. Il
Regno Unito chiama Lamy a rapporto, finalmente E’ stato il governo inglese che ha rotto gli indugi e dando ragione alla società civile europea che dal vertice Ue sul commercio di Palermo il luglio scorso in poi ha chiesto guidata dalla Campagna Questo mondo non è in vendita la revisione del mandato di Pascal Lamy. Un rappresentante della delegazione goivernativa inglese ha affermato: “Abbiamo finalmente piegato l’ego di Lamy, che non scherzerà più come un clown in sala stampa. Invitiamo a questo punto il governo italiano come presidente di turno a togliere con coraggio definitivamente dal tavolo di Cancun i nuovi temi, a partire dall’oscenità di un accordo come il Mai a favore soltanto delle multinazionali e contro lo sviluppo del sud. E' un'apertura che è il risultato di pressioni che sono culminate ieri con migliaia di manifestazioni in europea ed in Italia. Invitiamo ad una mobilitazione permanente ovunque perché la battaglia di Cancun è soltanto all'inizio”.
On
line la bozza del documento finale
http://www.euronet.nl/users/burghard.ilge/2ndtxt/
Spaccatura
Commissione europea-Consiglio europeo: Lamy scaricato sui nuovi temi
Sull'allargamento del WTO ai nuovi temi gli italiani danno ragione alla Campagna questo mondo non è in vendita Gli italiani hanno appena dichiarato in conferenza stampa che i nuovi temi non sono mai stati la principale priorità per il governo italiano. Tre sono le priorità: indicazioni geografiche, politica agricola comunitaria e tariffe sui prodotti industriali, in particolare il tessile. E’ bastata una nottata e un po’ di green room da cardiopalma per spingere il vice-ministro Urso a dare ragione alla Campagna Questo mondo non è in vendita che da sempre ha messo in guardia il governo dallo spingere il lancio di nuovi negoziati su investimenti, concorrenza, trasparenza negli appalti pubblici e facilitazione al commercio, di fronte all’opposizione compatta del sud del mondo. Infatti, sono altissimi i rischi di scambi tra gli investimenti ed agricoltura a svantaggio dell’economia italiana. L’agricoltura non può e non deve essere merce di scambio. E’ stato convocato un consiglio europeo di urgenza a questo punto dallo stesso Lamy per rivedere il suo mandato proprio sui nuovi temi. Se l’Ue mollasse finalmente sui nuovi temi alla conferenza si aprirebbe un nuovo scenario. Convocato
d'urgenza il consiglio europeo
Azione
nel centro congressi
Finti Lamy e Zoellick rilanciano un'email al mondo I personaggi erano solo travestiti da Zoellick (negoziatore statunitense) e Lamy (commissario al commercio europeo), ma quello che hanno detto era del tutto vero verosimile. Un'azione veramente originale e ben riuscita. Ecco il testo della loro e-mail: "Noi paesi ricchi del mondo, insieme alle multinazionali che ci controllano, presentiamo qui la bozza della dichiarazione finale e vi chiediamo di accettarla. E' stata scritta per favorire i nostri interessi. Avete meno di 24 ore per rispodere alla nostra agenda. Lasciate che la green room inizi". Forse un po' sintetico, ma rende bene l'idea ...
I
possibili scenari del dramma di Cancun
Secondo Martin Khor dell’autorevole Third World Network la partita di Cancun è ancora aperta a cinque possibilità: 1) pressione mastodontica di Usa ed Ue sulle capitali del sud che redarguiscono i rispettivi ministri che sono a Cancun; per fare questo ci vuole necessariamente un giorno in più . 2) Si chiude con un nuovo statement ministeriale che fa poche concessioni in più. Il G21 si accontenta del successo politico parziale, ma poco di sostanza. E’ necessario per questo un giorno in più. 3) Si chiude con un nuovo testo ministeriale breve che semplicemente rimanda tutto a Ginevra. 4) Si chiude con un fallimento ma un testo di circostanza di ringraziamento al messico e che l’agenda di Doha continua. 5) Fallimento totale. Niente dichiarazione finale. D’altronde Cancun è il giro di boa della Doha agenda. Una ministeriale intermedia di un round negoziale può anche essere un fallimento, come fu la conferenza di Montreal. Il sud resiste ancora sui nuovi temi Non vogliono l'allargamento del WTO ai Temi di Singapore Finisce il primo giro di green room sui new issues. Il grande sud, così come i piccoli del sud sembrano tenere. No new issues. Usa-Ue continuano a minacciare nel loro solito vergognoso spirito autoritario. Il presidente della conferenza ha chiesto a tutti i coordinatori dei gruppi di cambiare i propri voli per avere un giorno in più. E’ lunga la fila degli africani al banco servizi aerei del centro congressi. Il sud conosce la trappola di Doha. Chi lo sa se Lamy e Zoellick hanno dato ordini anche alle compagnie aeree di non cambiare i voli dei delegati. |