“I diritti umani sono universali.
Vanno salvaguardati, anche in Italia!”
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Roma e le associazioni impegnate nella promozione dei diritti umani e della pace intendono condividere un impegno comune a partire dal 10 dicembre 2004 con l'obiettivo di coinvolgere la società civile e la cittadinanza tutta.
La Giornata Internazionale dei diritti umani è di solito l'occasione per denunciare le numerose realtà nel mondo in contrasto con la Dichiarazione universale dei diritti umani. Denunciare non è più sufficiente così come non è più possibile considerare la Dichiarazione universale come qualcosa che non riguardi da vicino l'Italia.
Il carattere universale della Dichiarazione impone la necessità di agire anche nel nostro paese, poiché tali diritti fondamentali sono violati troppo spesso nel silenzio e nell'indifferenza, anche per la mancanza di una Istituzione nazionale in grado di svolgere un controllo indipendente sul rispetto degli obblighi internazionalmente assunti dall’Italia e di monitorare le violazioni.
Tutti i diritti fondamentali sono ugualmente importanti, e pertanto indivisibili, crediamo tuttavia utile unire i nostri sforzi e le nostre competenze in alcune campagne comuni su situazioni concrete in Italia.
Abbiamo individuato quattro ambiti principali del nostro comune intervento: tortura e carceri, diritto d'asilo, commercio di armi italiane, diritti sociali dei cittadini.
Nessuna norma nazionale condanna espressamente la tortura. Eppure la tortura e i trattamenti inumani o degradanti sono spesso denunciati nelle carceri e nei centri di detenzione ma o non danno luogo a procedure giudiziarie, o si concludono con condanne del tutto irrisorie dei responsabili. Le condizioni di vita nelle carceri ignorano troppo spesso la dignità della persona umana.
L'Italia è l'unico paese in Europa a non avere una legge organica sul diritto d'asilo, nonostante questo riconosciuto dall'art. 10 della Costituzione. La pratica del respingimento alla frontiera, compresa quella marittima, l'istituzione dei Centri di permanenza temporanea (Cpt), la superficialità con la quale vengono esaminate le domande mettono a rischio non solo il diritto d'asilo, ma la possibilità di farne richiesta . I richiedenti asilo mancano di un'accoglienza dignitosa e del diritto al lavoro.
Nell'esportazione di armi leggere l'Italia è il secondo paese nel mondo. Sono le armi impiegate spesso nel conflitti più cruenti. La legge 185 del 1990, che vieta l'esportazione delle armi nei paesi in conflitto o con gravi violazioni dei diritti umani è troppo spesso elusa e non osservata. Mancano norme sull'export di "armi leggere ad uso civile", anch'esse impiegate nei conflitti. Una contraddizione fin troppo evidente per un paese che "ripudia la guerra" nella propria Costituzione.
I diritti economici e sociali di buona parte della popolazione sono minacciati dalla crisi economica e dalle scelte del governo e delle istituzioni competenti. Oggi esistono le condizioni materiali per superare la povertà, ma questa è ancora prepotentemente presente all'inizio del terzo millennio in Italia, anche nelle regioni apparentemente più ricche. La distanza tra ricchi e poveri sta aumentando.
Siamo consapevoli che ognuno dei quattro ambiti prescelti necessita interventi di carattere nazionale, per questo sosteniamo le campagne per l'emanazione di leggi a garanzia dei diritti umani.
E' necessario pertanto che l'Italia ratifichi in primo luogo tutti gli strumenti giuridici internazionali, e che ne attui gli impegni a cominciare dalla creazione di una Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani, che nella sua indipendenza possa verificare l'effettivo rispetto dei diritti umani ed offrire tutela agli offesi..
Il reato di tortura deve essere incluso nel codice penale, e va respinta ogni ipotesi di giustificare l'uso della tortura al di sotto di una certa soglia di intensità o in caso di "emergenza". Un'apposita legge deve garantire l'effettiva possibilità di fare domanda d'asilo, una procedura equa e trasparente per l'esame delle richieste con la facoltà di ricorso, e la protezione e i diritti fondamentali a chi si rifugia nel nostro paese. Una legge che regolamenti in maniera incisiva le armi leggere, la loro circolazione, commercializzazione e l’export.
Anche l'Italia deve per raggiungere, con misure legislative e azioni concrete, gli Obiettivi di Sviluppo sottoscritti nel settembre 2000 con altri 188 paesi durante il Millennium Summit.
Vogliamo condividere un percorso nel tempo e sul territorio della Provincia di Roma, anche attraverso un “Forum Provinciale per i Diritti Umani”, impegnandoci ad un lavoro comune e ad azioni concrete nel proprio ambito, facendo dei diritti umani una linea guida di azione dell'istituzione e una cultura da diffondere al proprio interno.
Il Consiglio Provinciale di Roma potrà sostenere attraverso ordini del giorno le campagne e le iniziative comuni. Potrà altresì essere interlocutore degli assessorati competenti per l'adozione di opportune misure. Tenuto conto della particolare importanza di educare i giovani ai diritti umani e della specifica competenza dell'Amministrazione provinciale, una speciale attenzione verrà data agli interventi nelle scuole medie superiori, rivolte agli studenti e ai docenti, così come nel coinvolgere altri Consigli comunali del territorio provinciale in questo percorso condiviso.
L'iniziativa comune intende verificare le situazioni di violazioni dei diritti umani negli ambiti prescelti in tutto il territorio provinciale con la collaborazione delle istituzioni e dei gruppi locali. Si impegna a intervenire per rimuovere le violazioni e per rafforzare le misure di prevenzione.
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Roma
Adriano Labbucci
Presidenza del Consiglio
Provinciale di Roma
Amnesty International
Antigone
Arci
Assopace
Cgil
Consiglio Italiano per i Rifugiati
Comitato promozione e protezione diritti umani
Emergency
ICS
Lega per i diritti dei popoli
Paxchristiroma /Rete Lilliput
Tavola della pace


![]()