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Roma, 10.06.2002
E’ TANTO DIFFICILE CAPIRE CHE IL CIBO E’ UN DIRITTO DI TUTTI?
Eppure sembra che non sia così scontato. Ce lo ribadisce il Forum delle organizzazioni civili e non governative che per 5 giorni discuteranno a Roma di diritto al cibo e di sicurezza alimentare.
di Luca Cristaldi
E come direbbe Pizzul, partiti… Dopo due anni di lavoro svolto a livello regionale, centinaia di organizzazioni sociali e non governative si ritrovano a Roma al Palazzo dei Congressi, dove si è aperto ieri il Forum NGO/OCS per la sovranità alimentare che discuterà di sicurezza e sovranità alimentare. I lavori sono stati aperti ufficialmente dall’intervento di Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO che non ha usato mezze misure per dichiarare il fallimento di quanto è stato fatto sin qui dai singoli governi in tema di alimentazione e lotta alla fame. “Le popolazioni indigene sono particolarmente vulnerabili” - ha detto Diouf – “ e il loro accesso alle risorse naturali deve essere salvaguardato per garantire loro la sopravvivenza e la conservazione del loro habitat naturale. Cinque anni fa, il Summit aveva deciso di dimezzare il numero delle persone sottoalimentate, tuttavia il numero degli affamati nel mondo è sceso di 6 milioni l’anno invece di 22 milioni necessari per raggiungere questo obiettivo”. Ogni giorno muoiono per fame e malattie legate alla denutrizione 24 mila persone, praticamente una ogni 4 secondi. “La fame, causa e drammatica conseguenza della povertà” – ha aggiunto Diouf – “ deve essere superata immediatamente, perché essa è una negazione del più importante dei diritti umani: il diritto all’integrità biologica che è il diritto alla vita”. E se è vero che, come dice Amartya Sen, premio nobel per l’economia, che il problema della fame non è legato alla mancanza di cibo ma piuttosto alla mancanza di accesso al cibo da parte di milioni di persone, siamo di fronte ad una urgenza morale oltre che ad un diritto negato che può e deve essere garantito a tutti. La situazione nei paesi del sud del mondo, soprattutto in Africa, assume delle valenze drammatiche. Altro che dimezzamento della malnutrizione; qui la percentuale della popolazione malnutrita è salita negli ultimi 10 anni del 35%. Già sabato 9 giugno i molti delegati provenienti da tutto il mondo insieme a migliaia di cittadini italiani, avevano marciato a Roma al grido di “Terra e dignità”, ricordando gli amici e i contadini imprigionati o morti per aver dedicato la loro esistenza a garantire il diritto per tutti a vivere una vita degna producendo un cibo giusto e sufficiente per quanti vivono su questa terra. Purtroppo sembra che l’appello lanciato da chi muore di fame sia volutamente inascoltato dai “grandi” della terra. Oggi infatti, ha preso il via anche il Vertice Mondiale sull’Alimentazione della FAO alla presenza però di pochissimi capi di stato. Probabilmente non rientra nelle priorità dei governi risolvere il dramma della fame, della denutrizione, del mancato accesso al cibo e all’acqua. Il nostro capo del governo, nel suo intervento all’apertura del Vertice Fao, non ha mancato l’occasione di rinnovare la promessa dell’1% del PIL da destinare ai paesi poveri ed ha ribadito la necessità di informatizzare le amministrazioni dei paesi statali dei paesi poveri. Sembrano soluzioni fantascientifiche, poco attinenti alla realtà, dato che i fondi per la cooperazione allo sviluppo stanno diminuendo invece di crescere (solo una magia permetterà, calando gli stanziamenti, un aumento dei fondi per i paesi poveri…) e che forse, “di fronte al flagello della fame” – come ha ricordato il Presidente del Comitato Italiano organizzatore del forum, Sergio Marelli – “delle guerre e dei conflitti armati, non sia quella dell’informalizzazione la priorità…” Nella prima giornata di discussione del forum, si è toccato subito il tema principale dell’alimentazione: la sovranità alimentare e il modello di produzione. La sovranità alimentare riguarda il diritto di ciascun popolo di produrre cibo sano, di consumare cibo sano e soprattutto di decidere le proprie politiche alimentari e produttive. “Oggi, il libero mercato” – dichiara Rafael Alegria, Segretario Generale di Via Campesina, il più grande movimento di piccoli produttori agricoli del mondo – non aiuta a risolvere la povertà nel mondo. E’ necessaria una politica di protezione dei mercati locali e nazionali. I prodotti agricoli provenienti dal nord del mondo costano di meno delle produzioni locali e questo spinge gli agricoltori ad abbandonare le proprie terre ed affama milioni di persone” Critiche forti sono state rivolte anche nei confronti della politica del Programma Alimentare Mondiale (PAM). “ In questo momento – prosegue Alegria – l’aiuto alimentare si risolve nella distribuzione delle eccedenze alimentari del nord del mondo. Inoltre, il PAM sta distribuendo in molti paesi dell’America Latina, prodotti geneticamente modificati (OGM), illegali secondo varie legislazioni del mondo perché considerati non adatti al consumo umano”. Insomma, la situazione non è rosea e il cammino è lungo. Ma oggi è solo il primo giorno di lavori. Come ha affermato Diouf ieri: “Le ONG possono fare molto per modificare questo mondo immorale. Voi siete Vox Populi, perciò Vox Dei”

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