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DOCUMENTI

Interventi all'assemblea dei Forum Sociali
Bologna 2-3 marzo 2002

(trascrizione curata da Luigi Pirelli)

Alberto ­ Nodo Genovese ­ Roba dell'Altro Mondo

Interverro' come Alberto Zoratti del Nodo Genovese che fa parte della Rete Lilliput, non come rete Lilliput nazionale naturalmente, allora cerchero' di essere breve. Un punto veloce sulla necessita' di ribadire l'importanza della suddivisione dei due percorsi. Il FSE, che deve essere un percorso che deve nascere in questi giorni e deve continuare proprio per l'urgenza e per la necessita', che si vada avanti soprattutto in termini inclusivi e dall'altra parte, senzaconfondere i piani, il percorso che sta portando, che portera' probabilmente, alla costituzione di un forum italiano. Su questo non mi sto a perdere sui soliti discorsi sulla necessita', perche' non sono banali, sono importanti, ma lo abbiamo piu' volte ripetuti, sulla necessita' che l'ISF sia fortemente inclusivo. Allora, perche' questo sia fortemente inclusivo bisogna ragionare, non soltanto sui contenuti, importanti sicuramente del patto di lavoro, ma anche sui tempi, anche sull'organizzazione. L'organizzazione proposta dal Forum Sociale di Brescia e' un punto importante, e' un punto su cui discutere sicuramente, non sto a giudicare ne buono ne cattivo, e' un punto ed e' una base su cui partire. C'e' pero' un punto importante, su questo bisognerebbe ragionare su un percorso che porti all'organizzazione, un percorso che ragioni su tempi, che siano tempi politicamente corretti e che tengano conto , non soltanto dei tempiche le reti nazionali, tra cui Rete Lilliput ci si e' dati. Non dimentichiamoci che Rete Lilliput non ha chiuso nessun tipo di canale di comunicazione con le altre realta', ha sicuramente un proprio tempo di elaborazione che il 16 e 17 di marzo si esplichera' nelle macroregionali, dopo le macroregionali, rete Lilliput comincera' ad avere un percorso chiaro e condiviso su come rappoortarsi in questo ambito, pero' e' altrettanto importante che questi temi, tengano conto dei tempi e delle caratteristiche dei social forum territoriali; se vogliamo che questo movimento sia fortemente inclusivo, anche nell'organizzazione e quindi che l'organizzazione sia un contenuto, e' importante che i forum territoriali, forti della loro specificita' e della loro diversita'… il Forum di Brescia non il Forum genovese, il Forum genovese non e' il Forum di Napoli, e' importante che qui ed ora parte un percorso, i modi verranno decisi, di confronto all'interno dei vari forum, perche' possano venire fuori delle proposte che poi possano essere integrate in uno spazio che poi si decidera', non posso dirlo qua' io adesso, potrebbe essere un gruppo di lavoro sull'organizzazione? Non lo so, ma che possa portare sicuramente ad una, come si puo' dire, lettura condivisa dell'organizzazione del social forum italiano. Se questo non fosse, rischiamo di perdere una opportunita' forte per creare un movimento condiviso e veramente plurale, rischiamo veramente di dare un taglio troppo parziale ad un movimento che dovrebbe essere fortementeinclusivo.

Cristian ­ Portavoce appello di Zanotelli - Nodo di Firenze

E' proprio la ricerca delle definizioni delle regole, purtroppo, una delle cose che ci angustia in questo momento, proprio come promotori dell'appello di Zanotelli, appello che devo dire ha avuto un grande successo nelle sue proposte, sia da parte delle adesione, sia qui parlando con le persone, ma che sostanzialmente non e' stato accolto nelle proposte, operative poi. Se stamani, in qualche modo, proponevamo un percorso che ricominciasse a ridiscutere quello che noi definiamo il vero patto di lavoro e non tanto quella che noi definiamo la "carta delle identita'", forse c'e' un malinteso su questo termine qua', ma il patto di lavoro proposto, girato in rete, che immagino verra' sostanzialmente approvato adesso, riteniamo che sia una carta di identita' del movimento dei social forum italiani. Non e' un qualcosa che ci impegna a lavorare su degli obiettivi precisi quali poteva essere quello del FSE, in questo mi sento anche io di sostenere che dobbiamo in qualche modo ripartire, ridefinendo quelli che sono gli obiettivi di lavoro e le regole per costruire un forum sociale condiviso dalle piu' vaste aree della nostra societa', che si impegna contro il liberismo e contro la guerra. Per questo c'e' una forte disponibilita' a lavorare nella costruzione ad un FSE  che veramente parta dal basso e che ad esempio, pero', non si appiattisca su delle posizioni e su delle regole e su modalita' di lavoro come sono ad esempio quelle definite, ed immagino anche quelle approvate fra pochi minuti, dal social forum di Brescia e girate in rete: Questo perche' e' importante superare una certa logica che deve vedere a tutti i costi, costi quel che costi, lavorare tutti insieme su delle basi condivise che partano da zero, dove siamo tutti allapari, dove non c'e' sigla che tenga, non c'ho voglia di ragionare ancora con le sigle che contano e pesano le loro tessere, le loro forze, le loro capacita' di mobilitazione nelle manifestazioni che via via si succedono nel nostro paese, c'e' tutto un popolo sommerso che sta in italia e che non si sente rappresentato per niente da una carta di questo tipo. E' una carta di identita', e quella la sottoscriverei personalmente e anche gli altri aderenti, come carta di identita'; e' evidente che le cose ci sono scritte sono giuste, ma non e' un patto di lavoro. Le due pregiudiziali, sono lapartecipazione dal basso e la nonviolenza, e noi ci impegnamo a continuare a lavorare affinche' si possa lavorare davvero con senso comune su questi temi qua.

Salvatore Cannavo (???) ­ Forum Sociale di Brescia, curatore del
patto di lavoro

(…..) Ci sono due questioni che invece richiedono un attimo di riflessione: la prima questione riguarda l'assemblea nazionale che indica dei portavoce, oppure l'assemblea nazionale gruppi tematici che individuano delle responsabilita' precise, limitate nel tempo e verificabili per portare avanti, naturalmente, iniziative, campagne del movimento e manifestazioni etc etc… quindi da questo punto di vista, ci siamo ritrovati anche come Social forum di Brescia, almeno quelli che sono qua, la proposta che facciamo e' questa: da qui alla prossima assemblea nazionale, che noi pensiamo si debba tenere sicuramente prima del vertice della FAO, credo attorno a meta' maggio, non piu' tardi di meta' maggio, per organizzare il vertice della FAO e fare il punto de del FSE, dicevo, da qui fino a meta' maggio sperimentiamo questa forma organizzativa degli incarichi specifici ad hoc, su delle questioni precise, limitate nel tempo e verificabili. Allo stesso tempo, alla prossisma assemblea nazionale, facciamo un bilancio di questa esperienza, e quindi anche chi ha proposto, naturalmente i portavoce, puo' naturalmente giudicare su una esperienza concreta; altrimenti rischiamo un po di discutere in astratto, quindi facciamo questa prima esperienza, alla prossima assemblea nazionale, su questo punto, riprendiamo in mano la questione. Questa e' la proposta che avanziamo come social forum di Brescia. Dall'altra parte, pero' c'e' stato anche, naturalmente, tra gli ultimi interventi (ndr. Alberto eCristian) sono stati sollevati dei problemi non indifferenti che riguardano le forme di partecipazione, le modalita' di relazione, anche all'interno delle varie istanze del movimento, ed i rischi ed i pericoli che possono nascere con forme accentuate di professionismo,liberismo etc… questione molto complicata che non si puo' uscire, naturalmente, con una mossa da scacco a re su questa cosa,  si deve uscire in modo processuale come e' l'intera proposta che vieneavanzata. Domani ad esempio si puo' proporre un gruppo di lavoro che si occupa direttamente di democrazia e partecipazione, invitando allo steso tempo, naturalmente, tutti i social forum a aprire una discussione su questi aspetti, cioe' modalita' di relazione, forme di partecipazione, modalita' di decisione. In questo modo, non si ferma un processo, che bene o male ha visto la adesione della grande maggioranza degli interventi, pero' allo stesso tempo si permettono riflessioni piu' approfondite, l'importante essere inclusivi anche nei confronti di quelli che non condividono, o che hanno ancora dei dubbi su questo tipo di proposta, quindi un gruppo che riflette su questo e alla prossima assemblea nazionale, questo gruppo di lavoro che naturalmente elaborera' anche delle proposte, si confrontera' anche con l'esperienze concrete che vengono dai social forum; in questo modo credo che, da una parte non si chiude completamente la questione organizzativa e non va chiusa, anche perche' saremmo dei folli se chiudessimo la quesdtione organizzativa qui e adesso, perche' i (???) cambiano molte volte pelle, si corre il rischio di trovarsi con un giocattolo completamente rotto oppure un giocattolo completamente vuoto quando il movimento (????) da un'altra parte.Dovremo sempre lavorare in progress e quindi mettere a punto una serie di proposte e modalita' ch evengono definite man mano; credo comunque che pero' tutta la parte precedente dell'assemblea plenaria, con tutte le modalita' di questa mattina, coordinamento gruppo di continuita', metodo decisionale, questo possiamo assumerlo. Lo stesso vale per i gruppi di lavoro, dove naturalmente c'e' una autonomia di proposta e di iniziativa orgasnizzativa per quanto riguarda i gruppi di lavoro e che sono naturalmente rappresentati all'interno del coordinamenteo nazionale, in questo modi si puo' avviare un percorso, riflettere su questo percorso , non rimando fermi e non facendo fotografie. Penso pero' che dovremmo evitare probabilmente due errori speculari, e cioe' credere che ci sia stata una fase autentica del movimento a cui tornare, cosa che in realta', naturalmente, in tutti i movimenti che storicamente si sono affermati, non c'e' mai stata, anzi man mano sono mutati progressivamente; quindi questo e' un po un errore, l'idea di una cosa autentica a cui tornare, e dall'altra parte, l'altro errore, quella di fare una camicia di forza, uno statuto con delle regole troppo rigide. Questa e' la proposta che viene avanzata.


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