Casa Pace di Roma e Tavolo Pace Cooperazione Decentrata
LIBERA. ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE
Invitano a partecipare all’incontro :
Martedì 15 marzo ore 18.00
Presso la Casa Pace Roma
Viale Trastevere 66
Percorsi di Pace e Legalità a Roma
“Ascoltiamoci in Pace”
Rita Borsellino Vicepresidente di Libera
Don Tonino Palmese Libera
Rappresentante del “Manifesto”
Interverranno per un confronto alcuni Rappresentanti delle associazioni del Tavolo della Pace di Roma/Casa Pace
Mario Cocco Amici Casa Pace, Lorenzo Parlati Legambiente, Francesco Tullio CSDC,
Karl Giacinti Assopace Manuele Messineo Rete Lilliput Roma, Lucia Chieppa Pax Christi Roma, Ilaria De Angelis Lib Lab, Alberto Castagnola Formin, Chiara Cavallaro (Art 11) Massimo Paolicelli Ass. Obiettori Nonviolenti, Nicola Tarantino Emergency Roma Andrea Masala Arci Solidarietà, Rappresentante Donne in Nero Alessandra Filabozzi Attac Roma, Stefano Consalvi Rete dei Movimenti Luigi D’Angiulli Tam Tam Per Corogcho – Barbara Rigoli Ass Satyagraha – Barbara Palmese Sdebitarsi
Modera :
Riccardo Troisi Coordinatore Tavolo della Pace di Roma
Iniziativa promossa all’interno dei Percorsi di legalità verso il 21 marzo
Ascoltiamoci in pace
Noi associazioni, reti, movimenti e persone che in questi anni si sono mobilitatate per contrastare la folle logica della guerra preventiva, umanitaria, per la democrazia ….. sentiamo la necessità di incontrarci per riflettere ed agire nuovi percorsi di pace.
C’è qualcosa che non va , qualcosa di non detto, un disagio diffuso, una fatica ed una sofferenza per non aver prodotto un cambiamento significativo nell’attuale sistema di “violenza strutturale”.
Sentiamo la necessità di ripartire da noi, dando voce a tutte le voci che hanno costruito, agito, creato, danzato, filmato, scritto, recitato, cantato quei mille tentativi di opposizione alla guerra dal basso, per cercare assieme una nuova strada da proporci, da proporre, alla nostra città ed oltre.
Vogliamo interrogarci su come riprendere un percorso di opposizione diffusa alle politiche di guerra e di dominio, che parta dalle nostre scelte quotidiane per arrivare ad individuare strumenti/azioni e forme di mobilitazione più efficaci da costruire insieme. Vogliamo raccontarci quello che non ci siamo raccontati e che potrebbe diventare una nuova narrazione di pace.
Vogliamo ricostruire a partire dai quartieri, dai posti di lavoro, dalle scuole, dalle parrocchie dai centri sociali e da tutti i luoghi di aggregazione presenti nel territorio, un percorso di riflessione e di rielaborazione per un per costruire un progetto/i comune per la pace.
Per questo vi chiediamo di partecipare ad una prima fase di discussione inviando un vostro contributo nel forum aperto sul sito della casa della pace http://casapaceroma.portali.net/pace/forum
o mandando una mail a: casapaceroma@tiscali.it
Nel quadro delle iniziative di Libera, come Casa della Pace , vorremmo portare un contributo, ampliando il tema della legalita’ dal “locale”al “globale”. Stiamo vivendo una fase in cui la legalità internazionale è continuamente violata in primo luogo dagli Stati più forti, USA in testa, in nome della “democrazia” e di una presunta superiorità dei “valori” dell’occidente da “esportare” ed imporre al resto del mondo con la forza delle armi, e in realtà per tutelare gli interessi economici nazionali e delle multinazionali ed estendere e consolidare il dominio mondiale.
Una lunga serie di regole , norme e trattati internazionali, di principi e deliberazioni dell’Onu,e delle organizzazioni internazionali- dalla Corte dell’Aia,agli enti per l’ambiente- ignorati e disattesi; di diritti degli uomini e delle donne del mondo sistematicamente non rispettati. Una tragica sequenza di crimini perpetrati dai più forti ai danni dei poveri e dei deboli e costantemente impuniti.
E’ sempre più urgente costruire una mobilitazione efficace a livello internazionale per riaffermare i principi della legalità internazionale, dei diritti e della giustizia per i popoli del mondo, per imporne il rispetto da parte di tutti gli Stati.
Il Movimento dei movimenti si è mosso in questi anni in questa direzione, cominciando a costruire un rete di realtà locali, di momenti di mobilitazione, di iniziative di lotta articolate, ma non è stato ancora in grado di costituirsi come soggetto capace di dare sostegno e forza alle istituzioni democratiche mondiali esistenti e nuove da creare.
E’ un percorso lungo e difficile, contro un “ potere imperiale” smisuratamente forte, aggressivo , e insofferente delle regole internazionali.
La guerra preventiva degli Usa e dei suoi alleati, e la guerra simmetrica del terrorismo internazionale, stanno provocando una tragica catena di distruzioni e lutti, prima in Afganistan, oggi in Iraq, e domani forse in Iran e Siria, cui il movimento della pace e contro la guerra non ha saputo contrapporre ancora una strategia efficace di lotta, aldilà delle pur grandi manifestazioni mondiali e delle azioni di testimonianza dimostrative.
In particolare nel nostro paese, e in Europa , siamo senza dubbio, in una fase di riflusso del movimento della pace e contro la guerra , conseguenza di cause diverse, da una frustrazione diffusa del popolo della pace, dinanzi alla “inefficacia” di fatto delle grandi mobilitazioni di quest’ultimo anno ; da una modificazione degli interessi e dei comportamenti delle forze politiche-sociali di riferimento ; dal “ricatto” insito dei rapimenti ,in particolare di militanti della “sinistra” , che hanno determinato un disarticolazione del movimento, un ripiegamento sul proprio “ particolare”, e un venir meno dei luoghi e dei percorsi di condivisione.
E questa caduta del movimento, sta determinando ulteriori arretramenti delle posizioni delle stesse forze politiche della sinistra sulla guerra preventiva e sulla occupazione militare in Iraq.
Come Casa della Pace pensiamo che sia più che mai urgente ricostruire un percorso di condivisione, di discussione e di ridefinizione di una comune strategia di movimento tra tutte le forze sociali, politiche, culturali del nostro paese, del “popolo della pace” , per uscire da una ripetizione ginnico-rituale delle manifestazioni, o di azioni dimostrative ed esemplari autorenziali e autogratificanti.
Crediamo sia necessario recuperare un nuovo e più alto livello di convergenza unitaria su forme di mobilitazioni e di lotta diffuse nei territori, per un azione di “massa” in grado di incidere concretamente ed efficacemente sui sistemi di potere nazionali ed internazionali, di costruire una nuova vertenzialità per battere le politiche di guerra e costruire pratiche di pace e di giustizia.
L’appello che vogliamo lanciare è un appello a riprendere questo lavoro comune, di riflessione sulle esperienze che il movimento ha fatto in questi anni, e di ricerca comune di questo nuovo livello di iniziativa da costruire insieme.