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gennaio 2001

Lettera mandata alla questura di Trento per volantinaggio al Mc Donald's!

Al Signor Questore

QUESTURA di TRENTO
P.zza della Mostra, 3

e p.c. Al Commissario del Governo
Via Piave, 1


TRENTO

Oggetto: Intervento delle Forze dell'Ordine davanti al McDonald's di Trento.

Le cittadine Chiara Vettorazzo e Lorenza Erlicher, aderenti alla Rete di Lilliput del Trentino, segnalano alla Sua cortese attenzione i seguenti fatti, accaduti nella serata di VENERDI' 19/1/01.

Verso le ore 18.30, stazionavamo a piedi nel parcheggio davanti al McDonald's di Trento-Man, distribuendo un volantino critico su McDonald's In breve tempo venivamo invitate dal personale ad uscire dal piazzale in cui, secondo la gestione, non potevamo sostare poiché proprietà privata. Dopo lungo scambio di opinioni ritenevamo opportuno non allontanarci, ribadendo che:
non avevamo violato alcun divieto di accesso né alcuna recinzione, limitandoci a stare in un piazzale dove circolavano liberamente auto e persone;
ritenevamo di condurre un'azione di protesta e di contro-informazione in modo civile e democratico;
agivamo per giunta al di fuori del locale, senza arrecare alcun disagio alla clientela, e senza assumere alcun atteggiamento di disturbo nei confronti dell'attività dell'esercizio.
In seguito al ripetersi degli inviti ad andarcene e alla decisione di chiamare le Forze dell'Ordine, comunicataci dalla gestora, abbiamo telefonato ad alcuni aderenti della Rete per consultarci, quindi continuato il volantinaggio rivolgendoci solo ai clienti che uscivano dal locale dopo aver già consumato il pasto.
Attorno alle 19.30 giungeva la Polizia: un agente prendeva visione del volantino e controllava i nostri documenti; in seguito venivano ritirati e riconsegnati i documenti anche a due delle tre persone aderenti alla Rete di Lilliput sopraggiunte nel frattempo, Agostino Catalano e Antonio Rapanà.
Sopraggiungevano pure i Carabinieri che, chiesta copia del volantino, si allontanavano senza ulteriore intervento.
L'agente di Polizia infine ci invitava a lasciare il piazzale poiché a sua detta, pur non configurandosi alcun reato, i fatti accaduti in precedenza a danno di quel locale (attentato alla centralina elettrica) rendevano inopportuno il nostro permanere sul luogo; non comprendendo noi il legame che così veniva suggerito e chiedendo ulteriori spiegazioni, ci veniva chiarito che "c'è un'inchiesta ancora aperta e si tratta pur sempre di un volantino di protesta".
Quindi le Forze dell'Ordine si allontanavano e noi poco dopo decidevamo di seguire l'invito ad andarcene, anche perché era comunque passato tutto il tempo a nostra disposizione.

Intendiamo ora esprimere tutta la nostra incredulità per questo intervento delle Forze dell'Ordine che, pur non contestandoci alcun reato, ci hanno di fatto chiaramente invitate a desistere dalla nostra legittima iniziativa. La pressione esercitata, sia pure cortesemente, e le allusioni ad un collegamento tra un atto illegale e vandalico quale l'attentato e un comportamento trasparente e civile come il volantinaggio, costituiscono una lesione del nostro diritto alla libertà di espressione (in questo caso il diritto a manifestare in modo pacifico la nostra opinione, anche se certamente non gradita alla gestione di McDonald's).
Ci spiace che le Forze dell'Ordine, che certamente erano tenute a rispondere alla chiamata, non abbiano agito anche a tutela di quel nostro diritto, che in un ordinamento democratico dovrebbe essere ormai consolidato.

Nella certezza della Sua cortese considerazione, Le porgiamo distinti saluti.

Chiara Vettorazzo e Lorenza Erlicher

per la Rete di Lilliput del Trentino

La risposta del Commissario del Governo

 




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