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RIFIUTI: LE RESPONSABILITA' POLITICHE DELL'EMERGENZA RIFIIUTI
RIFIUTIAMOLI: UN ALTRO PIANO SUI RIFIUTI E' POSSIBILE
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Incontro per un'altra politica dei rifiuti - Centro della Pace di Rovereto - 21 febbraio 2002
Nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti del Trentino la società civile si attiva. Nella sala piena della Casa Rossa si è tenuto l'incontro con l'esperto sui rifiuti Andrea Miorandi, organizzato dal Centro della Pace di Rovereto e il Social Forum di Rovereto. Durante l'incontro è emersa una preoccupante situazione dei rifiuti in Provincia di Trento. Il paventato progetto di costruire un inceneritore delle dimensioni previste prospetta, considerato che non produciamo abbastanza rifiuti, la possibilità che i rifiuti vengano portati da fuori provincia. A Brescia l'inceneritore che doveva bruciare tanti rifiuti, causa le raccolte differenziate, non ha abbastanza rifiuti da bruciare per autoalimentarsi e quindi deve essere alimentato a gasolio. Oltretutto gli ambientalisti di Brescia avevano fatto un ricorso per il progetto di ampliamento che è stato attuato senza il VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
Tornando alla situazione Trentino, nel piano provinciale non è segnalata una politica di riduzione dei rifiuti. Ad esempio, a Brescia ogni cittadino produce poco più di 700 kg di rifiuti all'anno, noi siamo a 500 circa e nella Lombardia del consumo sono sulla media dei 400 kg circa. L'esperienza di Monza è esemplare nella riduzione, dove si sta facendo una raccolta differenziata, dove viene imposto agli industriali di pagare di più per lo smaltimento dei rifiuti a differenza del costo per i cittadini.
Ritornando all'emergenza trentina, viene ricordato che Ischia Podetti chiude perché inquina ed è stracolma. A Rovereto arrivano i rifiuti oltre che di Trento, anche della Bassa Valsugana e della Val di Fassa; 50 automezzi al giorno che scendono dall'autostrada dal 13 febbraio. Dai documenti ufficiali la discarica di Ischia Podetti doveva chiudere gia nel 2001. La responsabilità forte della Provincia è quella di non aver attuato un piano di emergenza sui rifiuti che nella Campania ha portato dalla crisi a una raccolta differenziata superiore al 60%. Tra sei anni sarà attivo dai progetti presentati l'inceneritore e quindi per i prossimi 6 anni si dovrà attuare un piano di raccolta differenziata. In un recente convegno con Legambiente il Ministro dell'Ambiente Matteoli ha dichiarato di preferire la raccolta differenziata all'incenerimento.
Ma qual è il costo dello smaltimento rifiuti? In Veneto costa 150 £ al Kg, moto di più che in provincia di e quindi si chiede alla Provincia di creare una eco-tassa per invertire la tendenza dell'andare in discarica.
Il Trentino produce 280.000 tonnelate di rifiuti e l'inceneritore ne brucerebbe 330.000, non contando che con una raccolta riciclata ben fatta si ridurebbero sicuramente della metà i rifiuti da bruciare. Il Trentino è a un 15% scarso di raccolta differenziata. Il forte paradosso è che la popolazione provinciale è poca (400.000 circa) ma non facciamo abbastanza rifiuti per scegliere l'inceneritore. Ricordiamo che rimane la possibilità di trasportare i rifiuti all'estero dove per lo stesso motivo di Brescia non hanno abbastanza rifiuti per far funzionare i propri inceneritori. A Verona l'inceneritore è stato chiuso perché bruciando solo il secco, in quanto il rifiuto umido veniva riciclato, il termodemolitore raggiungeva temperature troppo alte.
L'esperienza di Ossana in val di Sole è stata poco rivalutata dalla Provincia, anche se valida sia per la raccolta differenziata che per il compostaggio.
Da ricordare che a Venezia è stato creato un meccanismo economico che premia le aziende che producono meno rifiuti, pubblicizzandole sui giornali locali e premiandole con minor tasse sui rifiuti.
Si apre al dibattito ed emerge chiara una mancanza da parte del Comune di Rovereto che ha poco promosso l'incentivo per la raccolta del compost, praticato da solo il 6% delle famiglie. Per Ala, interviene il consigliere Ferrone che denuncia il gioco dei numeri da parte di Comprensorio e Comuni sulla raccolta differenziata che di fatto varia in base a cosa si considera raccolta differenziata. Quindi viene sottolineata l'esigenza di una strategia comune tra i Comuni e il Comprensorio, in quanto la legge non può comprendere i rifiuti speciali tra quelli differenziati.
Altro punto di discussione è che il Comune di Rovereto riceve all'anno attraverso le tasse sui rifiuti circa 791.000.000 di £. Con questi nuovi rifiuti diventerà il doppio e quindi deve essere calcolato anche questo interesse per l'amministrazione Comunale. In Comprensorio era stato chiesto alla Provincia che i soldi che si recuperavano si usassero per la raccolta differenziata ma dai giornali si apprende che Dossi, presidente del Comprensorio, ha richiesto strade, fognature e infrastrutture varie.
Nella variante al piano sui rifiuti provinciale sono stati richiesti 6 miliardi di lire per i contenitori del compost, che sembra verranno usati nei calcoli per aumentare automaticamente, ma non realmente, le percentuali di raccolta differenziata.
Si chiede quindi che la Provincia dichiari delle linee guida per una vera raccolta differenziata per tutti i Comprensori, creando dei paletti limite per le strutture comprensoriali.
Si conclude la discussione decidendo le prossime attività di sensibilizzazione e attività sul territorio a livello provinciale in quanto l'emergenza non è solo di Rovereto ma di tutti trentini, e a livello locale come educazione al ricilaggio e a una politica per l'amministrazione comunale.
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