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"Alto Adige" sabato
5 maggio 2001,
«Stanno
sbagliando obiettivo»
Per Cristelli e Viganò
c'è troppo caos sull'argomento
g.f.p. TRENTO.
«Si sta facendo una
gran confusione tra movimenti non-violenti e alcune schegge impazzite
che si muovono a margine del "popolo di Seattle"»: così don Vittorio Cristelli
ha commentato i recenti controlli nel mondo del commercio equo del Trentino
Alto Adige eseguiti dalle forze dell'ordine.
«A livello internazionale
sono i segnali lanciati dall'establishment di voler fermare l'avanzata
di un modo alternativo di vedere il mondo, un modo alternativo concepito
"dal basso". Il movimento - prosegue nell'analisi Cristelli - è visto
come un elemento che sta mettendo i pali fra le ruote ad una logica di
totale asservimento al mercato. A livello locale probabilmente il ragionamento
non arriva a questi livelli, ma effettivamente qualcuno intende questi
ambienti "impermeabili" ad un consenso elettorale».
La cooperativa Mandacarù
suppone un collegamento tra i recenti controlli e le affermazioni di Franco
Frattini (presidente del Comitato sui servizi segreti) sui movimenti anti-G8:
«E' lecito pensarlo. Ritengo che queste operazioni di controllo siano
fatte a titolo preventivo in vista del vertice alternativo a quello del
G8.
Per tranquillizzare
chi crede nel movimento - conclude Cristelli - basti dire che padre Alex
Zanotelli è un promotore della Rete di Lilliput». «Sono segnali preoccupanti
- commenta Giorgiò Viganò (nella foto), consigliere comunale della Margherita
ed esponente di spicco del "sociale" trentino - mi chiedo se dietro a
questi controlli non ci sia ignoranza, nel senso autentico: scarsa conoscenza
del commercio equo e della gente che opera attivamente per questo. C'è
un tentativo di discredito di un movimento che, erroneamente, viene solo
classificato come antiglobalizzazione: non si può fare di un'erba un fascio,
parlare solamente delle frange estremistiche che il movimento per primo
vorrebbero espellere.
Ci sono associazioni,
persone che non da ieri sono impegnate su certi temi: io stesso me ne
occupo dai primi anni Ottanta. E
come dimenticare le battaglie di Zanotelli su Nigrizia, vecchie di vent'anni
ma ancora attualissime? - aggiunge Viganò - Qui stanno tentando di gettare
ombre sulle fasce di avanguardia della ricerca di alternative alla globalizzazione
così come concepita dal G8. All'interno di questo fenomeno complesso bisogna
fare delle distinzioni e la Rete di Lilliput è stata chiara sin dall'inizio:
i nostri mezzi sono quelli del confronto, non dello scontro».
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