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"L' Adige" sabato
5 maggio 2001,
Trento
Dopo la vista dei
carabinieri ad alcuni soci, Mandacarù chiede spiegazioni
«Non abbiamo nulla
da nascondere»
Una bottega di Mandacarù
Nei giorni scorsi i carabinieri di Fondo su richiesta del nucleo di Trento
sono recati a casa di alcuni soci della Cooperativa Mandacarù.
Le domande che gli hanno
rivolto sono all´apparenza banali «che cos´è il Mandacarù», «che cosa
fa il commercio equo e solidale» ma i soci allarmati hanno chiesto spiegazioni
ai vertici della Cooperativa, che hanno girato la domanda ai carabinieri.
«Si tratta di un´operazione
di routine. Abbiamo un elenco di associazioni e periodicamente facciamo
dei controlli». Questa la risposta. «Potrebbe anche andarci bene - ci
ha detto la presidente della Cooperativa Mandacarù, Claudia Festi. Di
fatto noi non contestiamo il loro lavoro ma il metodo. Perché rivolgersi
ai soci e non alla fonte? Questo atteggiamento agli occhi della gente
rischia di danneggiarci, facendoci perdere credibilità».
La risposta comunque
non ha convinto Mandacarù. «Non ci hanno dato conferma ma noi pensiamo
che queste incursioni siano legate al vertice dei G8 che si svolgerà a
Genova a luglio - ha detto la Festi. Già in occasione della manifestazione
a Genova sulla biodiversità c´era stata un´incursione della Digos al Ctm
di Bolzano. Centro dal quale noi dipendiamo. Non si può non rilevare la
coincidenza.
Vogliamo comunque tranquillizzare
le forze dell´ordine. Noi non facciamo terrorismo e non istighiamo alla
violenza. L´unica cosa che ci possono contestare è che siamo per la globalizzazione
dei popoli non per la globalizzazione dei potenti. Questo ad ogni occasione
lo diremo e lo grideremo, anche a Genova». La Cooperativa Mandacarù è
uno dei promotori della Rete di Lilliput in Trentino.
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