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"Alto Adige" domenica 25 marzo 2001

Dalla Serra (Val di Gresta): quanta burocrazia per ottenere i contributi europei

Regioni biologiche? Sarà problematico

TRENTO. Il commissario europeo Franz Fischler ha indicato nel biologico la strada da seguire. «Un possibile sbocco nella produzione di montagna può essere l'agricoltura biologica, attuata in maniera intensiva, in modo che intere vallate possano fregiarsi del relativo marchio di qualità». E ha parlato esplicitamente di arrivare a valorizzare intere «Regioni biologiche». Qualche perplessità su questo tipo di proposta viene da uno degli addetti al settore. Silvano Dalla Serra, direttore del Consorzio ortofrutticolo Val di Gresta (45 aziende biologiche su 110 iscritte), spiega: «Secondo me è molto problematico riuscire ad organizzare una regione con la produzione biologica perchè bisognerebbe riuscire a mettere d'accordo i vari settori agricoli e non per tutti una riconversione risulta facile. Più facile magari nel settore dell'orticoltura, ma ben più difficoltoso nella frutticoltura e nel settore zootecnico. Non è semplice a mio avviso riuscire ad armonizzare i vari comparti». Secondo il direttore sarebbe invece più importante che la Cee lasciasse la possibilità alle varie Province o Regioni di poter intervenire con fondi propri per sostenere le imprese. Ed evidenzia la difficoltà attuale delle aziende ad ottenere i contributi europei: «È una grana burocratica talmente grande che gli imprenditori preferiscono lasciar perdere. Le domande per esempio devono essere presentate singolarmente e non possono fare capo al Consorzio. Il contributo è di un milione per ettaro per quanto riguarda le orticole (le aziende hanno un'estensione massima di 2-3 ettari) e la trafila burocratica è estenuante».







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