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Riflessioni sul G8:  
  La fabbrica della contestazione Ovvero: L'infelicita' dei contestatori
 
  Chi decide cosa e per chi?
 
  Non partecipero' alla rappresentazione finale. Alla prima dello spettacolo. Non saprei quale divisa preconfezionata indossare.  

QUELLO CHE NON TI HANNO MAI VOLUTO DIRE SU:

Biotecnologie:

 

Piccola guida alle biotecnologie - I° parte

 
  Piccola guida alle biotecnologie - II° parte  
  Piccola guida alle biotecnologie - III° parte  
  Piccola guida alle biotecnologie - IV° parte  
  Piccola guida alle biotecnologie - V° parte  
  Piccola guida alle biotecnologie - VI° parte  


Mc Donald's:

  Il volantino della Rete del Trentino  
  Relazione volantinaggio a McDonald's - 02/02/2001  
  Il volantone di London Greenpeace  



WTO - Organizzazione Mondiale del Commercio:

  Le minaccie alla democrazia, all'ambiente e alla salute  
  Nella WTO si sta lavorando per...  
  Il nuovo governo del mondo  
  Che fare? Cosa possiamo fare?  


Movimento Sem Terra

  Le persone sono più importanti del capitale  

 

PUBBLICITA' PROGRESSO



BIOLOGICAMENTE INGANNEVOLI

Dopo che per anni i messaggi degli ecologisti sono rimasti pressochè inascoltati, c'è voluta Madame Mucca Pazza per mettere in discussione l'industria alimentare e le altre forme di tecnologico intervento umano sulle millenarie leggi della natura... Ma come reagisce il maggir imputato, l'industria alimentare appunto, a questa presa di coscienza collettiva ? Senz'altro le cose si stanno radicalizzando. Da una parte si assiste a una forte diffusione del biologico, anche se in parte è frenata dai prezzi spesso ancora proibitivi di questi prodotti. Dall'altra parte, la reazioni di queste multinazionali e industrie del cibo. Queste, lungi dall'eliminare le schifezze legalizzate che i loro cibi contengono, si stanno buttando verso una "biologico di facciata", vale a dire una forte campagna pubblicitaria che attraverso rumori e immagini e parole che evovano bucolicamente la campagna e le cose buone, genuine, tradizionali cercano di vendersi al pubblico massificato per quello che non sono (il pubblico, se servisse dirlo, abbocca). E così, per fare solo un esempio, vediamo il signor Amadori in una fattoria che sembra quella di Nonna Papera scaldarsi al sole di campagna e declamare l'amore per la terra e le cose buone e genuine, cioè i suoi polli. Amadori, se c'è da ricordarlo, è stato già condannato dal garante della pubblicità per pubblicità ingannevole (dichiarava che allevavaa terra e che alimentava i polli in modo naturale), e sin dagli anni settanta ci sono denunce e esposti per reati edilizi, inquinamento, perfino lo spostamento di un affluente del Savio... (su Amadori & co. rimando al bell' articolo di Daniele Barbieri sul numero di dicembre 2000 di Carta) Ma questo è solo un esempio dei tanti che si possono fare... Non potrebbe essere un'idea laciare una campagna contro queste pubblicità alimentari così meschine e ingannevoli?





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