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COSA POSSIAMO FARE?
TANTO
PER COMINCIARE DOBBIAMO FAR RUMORE, PERCHÉ IL SILENZIO SERVE SOLO A LORO!
QUESTE NON SONO COSE LONTANE DALLA VITA QUOTIDIANA, AL CONTRARIO ANCHE QUELLO
CHE MANGIAMO È INFLUENZATO DIRETTAMENTE DAGLI ACCORDI STABILITI E REGOLATI
DALLA WTO.
E' nata, in occasione della protesta contro il vertice di Seattle, una
rete italiana di associazioni e gruppi locali, la "RETE DI LILLIPUT".
Vi lavora un insieme di cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo
della cultura, nella cooperazione Nord-Sud, nel commercio e nella finanza
etica, nel sindacato, nei centri sociali, nella difesa dell'ambiente,
nel mondo religioso, nel campo della solidarietà, della pace e della non
violenza… con l'intento di trovare una strategia di mobilitazione comune
che riaffermi i diritti antichi e nuovi calpestati dalla globalizzazione.
PER INFORMAZIONI SU ATTIVITA' E INCONTRI:
a) Sono poi numerose le campagne attualmente aperte su temi strettamente
connessi alla globalizzazione, dalla campagna "Dire mai al MAI", a "Sdebitarsi-
per un millennio senza debiti", ad "Acquisti trasparenti", ad iniziative
di boicottaggio (Nestlè, Del Monte, ecc.).
Su queste e su altre iniziative è possibile informarsi (*), fornire la propria
collaborazione, farsi promotori nel proprio ambiente, ecc.
(*) PER INFORMAZIONI SULLE CAMPAGNE E SUI VARI TEMI CONNESSI ALLA GLOBALIZZAZIONE
SONO CONSULTABILI QUESTI SITI WEB :
b) Quando andiamo a fare la spesa poi ricordiamoci anche che abbiamo un
potere e che le imprese sono in una posizione di profonda dipendenza dal
nostro comportamento di consumatori. E' importantissimo perciò fare attenzione
a ciò che compriamo ed essere sensibili a quelle forme di commercio che
per definizione si oppongono agli ordini del mercato globale, dal commercio
equo e solidale, alle produzioni locali e naturali, ecc.
Manifesto della Rete di Lilliput per un'economia di giustizia.
In un momento in cui sembrano valere solo le leggi del mercato e dell'economia
finalizzata al puro profitto e le istituzioni democratiche stanno perdendo
credibilità e spazi,
NOI associazioni, gruppi e cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo
della cultura, nella cooperazione Nord/Sud, nel commercio e nella finanza
etica, nel sindacato, nei centri sociali, nella difesa dell'ambiente, nel
mondo religioso, nel campo della solidarietà, della pace e della nonviolenza
CI SIAMO COSTITUITI NELLA RETE DI LILLIPUT PER DARE UN'UNICA VOCE ALLE NOSTRE
MOLTEPLICI FORME DI RESISTENZA CONTRO SCELTE ECONOMICHE CHE CONCENTRANO
IL POTERE NELLE MANI DELLE MULTINAZIONALI E CHE ANTEPONGONO LA LOGICA DEL
PROFITTO E DEL CONSUMISMO ALLA SALVAGUARDIA DELLA VITA, DELLA DIGNITÀ UMANA,
DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE.
Come i piccoli lillipuziani riuscirono a bloccare il gigante Gulliver, legando
ciascuno un singolo capello, così noi cerchiamo di fermare il tiranno economico
conducendo ciascuno la nostra piccola lotta in collegamento con gli altri.
Per questo abbiamo costituito la rete di Lilliput: per ampliare l'efficacia
delle nostre singole opposizioni condividendo esperienze, informazioni,
collaborazioni e concordando mobilitazioni comuni.
La recente sconfitta dell'Accordo Multilaterale sugli investimenti, lo stop
che l'Organizzazione Mondiale del Commercio ha subito a Seattle, la creazione
di sempre più stretti contatti, collaborazioni ed iniziative tra i movimenti
che a livello mondiale si oppongono agli effetti devastanti della globalizzazione
dell'economia dimostrano che è possibile bloccare la macchina globale con
i nostri granelli di sabbia.
Il nostro obiettivo a lungo termine è la costruzione di un mondo dove ogni
abitante della terra possa soddisfare i propri bisogni materiali, sociali
e spirituali nel rispetto dell'integrità dell'ambiente e del diritto delle
generazioni future ad ereditare una terra feconda, bella e vivibile. Nell'immediato
ci opponiamo alle scelte economiche che attentano alla democrazia, che portano
a morte il pianeta e che condannano miliardi di persone alla miseria.
Le nostre strategie d'intervento sono l'informazione e la denuncia per accrescere
la consapevolezza e indebolire i centri di potere, il consumo critico e
il boicottaggio per condizionare le imprese, la sperimentazione di iniziative
di economia alternativa e di stili di vita più sobri per dimostrare che
un'economia di giustizia è possibile.
Ci impegniamo a realizzare tutto questo in un rapporto di dialogo e di collaborazione
con tutti gli altri gruppi, reti e movimenti che in Italia e all'estero
si battono per gli stessi obiettivi.
Siamo certi che mettendo in comune idee, conoscenze, risorse, e iniziative,
potremo ostacolare il cammino della globalizzazione al servizio delle multinazionali
per contrapporre una globalizzazione al servizio degli esseri umani.
Questa è la nostra strategia lillipuziana, questo è il potere di cui ciascuno
di noi dispone.
Esercitiamolo insieme.
STOP MILLENIUM ROUND
La piattaforma del controvertice di Seattle, siglata da
1.387 organizzazioni di base.
DICHIARAZIONE DEI MEMBRI DELLA SOCIETA' CIVILE INTERNAZIONALE CONTRO IL
MILLENIUM ROUND DI TRATTATIVE DELLA WTO (aprile 1999)
Nel novembre del 1999 i governi del mondo si incontreranno a Seattle per
la terza Conferenza ministeriale dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio
(WTO).
Noi, membri della società civile internazionale, ci opponiamo ad ogni
sforzo di allargamento dei poteri della WTO attraverso un nuovo round
di liberalizzazione del commercio.
PIUTTOSTO, RITENIAMO CHE I GOVERNI DEBBANO RIVEDERE E CORREGGERE GLI ERRORI
DEL SISTEMA WTO STESSO.
Gli accordi scaturiti dall'Uruguay Round e tutte le decisioni della WTO
sono state definite come mezzi per contribuire alla creazione di un futuro
di prosperità e benessere per i popoli di tutti gli stati membri. In realtà,
nei suoi cinque anni di vita, la WTO ha contribuito a concentrare la ricchezza
nelle mani di pochi, aumentando la povertà della maggior parte della popolazione
del mondo e sostenendo politiche di produzione e consumo insostenibili.
Gli accordi scaturiti dall'Uruguay Round hanno principalmente favorito
le imprese transnazionali a spese delle economie nazionali, dei lavoratori,
degli agricoltori e dell'ambiente. In più il sistema della WTO, le sue
regole e procedure, non sono democratiche e non permettono l'accesso alla
società civile marginalizzando la maggior parte della popolazione mondiale.
Tutto questo è accaduto in un contesto di crescita dell'instabilità economica
mondiale, di collasso di alcune economie nazionali, di aumento delle disuguaglianze
fra Paesi ricchi e Paesi poveri, di peggioramento delle condizioni ambientali
e sociali, come risultato dell'accelerazione del processo di globalizzazione.
I governi che controllano la WTO e le multinazionali che hanno beneficiato
del sistema della WTO rifiutano di riconoscere queste problemi; anzi,
premono per una ulteriore liberalizzazione attraverso nuovi settori da
implementare.
Questo porterebbe ad un ulteriore peggioramento della crisi.
CI OPPONIAMO AD OGNI ULTERIORE AVVIO DI TRATTATIVE DI LIBERALIZZAZIONE,
specialmente per includere nuovi settori, come quello degli investimenti,
della competizione e degli acquisti governativi.
Ci impegniamo a rifiutare qualsiasi proposta al riguardo. In particolare
ci opponiamo all'accordo sugli aspetti connessi ai diritti di proprietà.
CHIEDIAMO UNA MORATORIA ALL'ESPANSIONE DEI POTERI DELLA WTO.
Durante questo periodo chiediamo una revisione complessiva degli accordi
esistenti che si concretizzi in modifiche relative agli effetti delle
politiche WTO sulle comunità locali, lo sviluppo, la democrazia, l'ambiente,
la sanità, i diritti umani, quelli dei lavoratori, delle donne, dei minori.
QUESTO PROCESSO DEVE COINVOLGERE TUTTA LA SOCIETÀ CIVILE.
Il fallimento del MAI presso l'Ocse dimostra la vasta opposizione popolare
alla deregolamentazione dell'economia mondiale, al crescente potere delle
multinazionali e all'uso senza limiti delle risorse della natura.
La revisione del sistema è un'opportunità per orientare il commercio e
gli investimenti a uno sviluppo umano e sostenibile.
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