Resoconto seconda assemblea nazionale della rete di Lilliput

A Marina di Massa dal 18 al 20 gennaio 2002 si è svolta la seconda Assemblea Nazionale della Rete di Lilliput: circa 500 persone in rappresentanza dei 69 Nodi sparsi su tutto il territorio italiano, si sono riversati in Toscana per “costruire un mondo diverso” ovvero  per confrontarsi su “idee e proposte per una vita ad alta resistenza”.

La prima assemblea svoltasi nell’autunno del 2000 aveva in qualche modo gettato le basi della Rete, individuandone gli orientamenti ed i principi di fondo e lanciando l’innovativa proposta di creare una rete di nodi a loro volta luogo di incontro e confronto fra singoli, associazioni e gruppi locali. Da allora Lilliput è cresciuta, si è espansa ed è diventata una realtà forte nell’ampio e variegato mondo di quel movimento che sta operando per proporre  un’alternativa alla globalizzazione neoliberista.

Le tragiche vicende di Genova, dell’11 settembre e della guerra in Afganistan hanno trovato però in alcuni momenti la Rete impreparata ad affrontare le diverse situazioni, non essendo sempre in grado ad esempio di coordinarsi rapidamente o di esprimere dei portavoce che parlassero a nome di Lilliput all’esterno, con il rischio di vedersi rappresentare da persone elette dai media come esponenti del movimento in toto ma non tali da portare avanti le istanze più francamente lillipuziane

Da qui la necessità di dotare la Rete di una organizzazione interna, di riflettere su nuove strategie operative e di programmare l’attività di Lilliput nel prossimo futuro.

Il lavoro che ha portato alla formulazione del modello organizzativo scaturito dall’Assemblea è l’emblema di quella democrazia partecipata che fa di Lilliput una realtà eccezionale ed innovativa, in cui le decisioni vengono prese dalla base, cioè dai Nodi, e non calate dall’alto. Lo scorso settembre infatti i Nodi si sono riuniti in tre assemblee macroregionali da cui sono emersi tre diversi documenti di proposte sulle strategie future della Rete. Successivamente un gruppo di rappresentanti della Rete (gruppo di sintesi), che godevano della fiducia dei Nodi, ha sintetizzato i tre documenti di cui sopra, sottolineando quali punti fossero condivi e quali invece vedessero posizioni differenti. Ciascun Nodo si è quindi incontrato localmente per discutere delle varie proposte e formularne di proprie e ha espresso un portavoce ed eventualmente un osservatore che lo rappresentasse nel Gruppo Organizzazione a Marina di Massa. Tale gruppo si è riunito per molte ore ed attraverso un confronto acceso, serrato ma sereno, è riuscito grazie all’utilizzo del metodo del consenso e con l’ausilio di facilitatori, a proporre un modello organizzativo ed operativo, che quindi è stato comunicato all’assemblea in sessione plenaria. Tale organizzazione risulta sperimentale e sarà sottoposta alla verifica dell’Assemblea generale che si svolgerà fra un anno. Tutti i documenti a riguardo sono disponibili sul sito www.retelillipu.org.

Nelle dichiarazioni conclusive dell’assemblea si è sottolineata la centralità dei Nodi che “sono il cuore pulsante ella Rete” e che sono luogo di incontro di persone che si riconoscono nel Manifesto e di sperimentazione di nuove possibilità per l’azione politica e sociale. La scelta della nonviolenza è stata ribadita come l’unica e più efficace modalità di vita ed azione, da rafforzare  e diffondere attraverso una adeguata formazione e la creazione di gruppi di azione non violenta. La Rete dà centralità ai contenuti, alle campagne,alle competenze e alle azioni concrete e si impegna a proseguire l’opera di sensibilizzazione dei cittadini ai valori in cui crede. Promuove i gruppi di lavoro tematici (GLT) ossia dei gruppi che si formano ed operano su temi specifici ( ad esempio Impronta Ecologica, Nonviolenza, Osservatorio sulle imprese), sono aperti a tutti i lillipuziani e possono rappresentare la Rete su quel determinato tema. La Rete inoltre “dà priorità ai suoi programmi, non si attiva ad ogni emergenza e non vuole essere visibile ad ogni costo a scapito di una reale crescita del movimento e di un suo reale radicamento nella società civile” . “Rifiuta la personalizzazione e la professionalizzazione dell’impegno politico e vuole evitare di essere identificata dal grande pubblico con una o due persone”. Restando fermo il concetto che la rete non dovrà mai avere una struttura piramidale, si è ritenuto comunque necessario pensare ad un luogo di rappresentanza sovralocale che avrà il compito di rappresentatività all’esterno (mass media, istituzioni), di coordinare le strategie politiche generali, di proporre ed organizzare le assemblee generali, di fungere da elemento di raccordo fra i Nodi, i GLT, la Segreteria ed il Tavolo Intercampagne. Sarà costituito, in questa fase sperimentale, da 2 rappresentanti del Tavolo, da 4 rappresentanti dei Nodi (due dal Nord, uno del Centro ed uno del Sud) e dai portavoce dei GLT. Resta fermo che il “potere decisionale” risulta suddiviso fra assemblea nazionale, assemblee tematiche e GLT, tutti espressioni dei Nodi e del Tavolo. Quest’ultimo mantiene la sua autonomia, ma resta anche garante del Manifesto e consulente culturale e scientifico per la Rete.

La Rete concentrerà la sua attenzione nel 2002 sull’opposizione alla guerra, sulla campagna contro le banche e le assicurazioni che finanziano il commercio d’armi, sul monitoraggio delle imprese nazionali ed internazionali, sul WTO, sull’organizzazione di una settimana dell’impronta ecologica e sociale a giugno, sull’apertura di un dibattito sui nuovi indicatori di benessere che ricollochino il PIL nella sua funzione di indicatore meramente economico e sulla diffusione di iniziative di democrazia partecipativa. Si impegnerà in campagne proposte da altri soggetti, come quella della Tobin Tax, quella per un contratto mondiale sull’acqua e quella per la cancellazione del debito dei paesi più poveri.

L’assemblea di Marina di Massa è stata indubbiamente un importante momento di maturazione della Rete ed ha dimostrato a chi vi ha partecipato come fra i lillipuziani esista una importante condivisione di stili di vita, di principi e di desiderio di azione concreta, nonché un bagaglio di competenze e conoscenze, che rendono Lilliput una realtà rivoluzionaria, forte ed unita nel rispetto delle sue interne diversità, e soprattutto - come affermato nella Dichiarazione Finale dell’assemblea - portatrice di quei valori che “rappresentano l’unica strategia di azione per credere in un futuro diverso e per costruire un altro mondo”.

 

(Altrementi Febbraio 2002)